La diversità linguistica nelle scuole dell’infanzia e nelle scuole primarie non è più un’eccezione, ma una realtà quotidiana, in Alto Adige e non solo. Ma in che modo questa pluralità viene riconosciuta e valorizzata in classe? Perché è importante darle spazio nei processi educativi? Come possono le lingue degli alunni e delle alunne entrare a far parte della programmazione e della pratica didattica? Quale ruolo assume il personale docente nel promuovere un approccio inclusivo alla diversità linguistica? E come promuovere in concreto lo sviluppo di competenze plurilingui in tutti gli alunni e tutte le alunne?
A queste – e a altre – domande hanno risposto, il 17 e 18 marzo, le ricercatrici Marta Guarda e Sabrina Colombo nel corso di due workshop rivolti agli studenti e alle studentesse del Corso di Scienze della Formazione dell’Università di Bolzano, dedicato alla didattica plurilingue. La collaborazione tra Eurac Research e l’Università di Bolzano è iniziata nel 2020, e quest’anno è stata la prima volta in cui le tre sezioni – italiana, tedesca e ladina – hanno partecipato congiuntamente all’iniziativa.
La didattica plurilingue si fonda su un principio chiave: i repertori linguistici di alunni e alunne rappresentano una risorsa da attivare nei processi di insegnamento e apprendimento. In questa prospettiva, la diversità linguistica contribuisce non solo allo sviluppo cognitivo, ma anche al benessere individuale e alla costruzione di ambienti educativi più inclusivi. I dati raccolti nell’ambito dei progetti Eurac – in corso o conclusi – evidenziano come un numero crescente di alunni e alunne disponga di competenze linguistiche che vanno oltre il tedesco, l’italiano e l’inglese. Nonostante ciò, queste risorse rimangono spesso invisibili e poco valorizzate a lezione.
Per affrontare questa realtà, la didattica plurilingue promuove pratiche orientate alla valorizzazione della diversità linguistica: rendere visibili e legittime tutte le lingue presenti nei contesti educativi attraverso una politica linguistica aperta; sviluppare la consapevolezza linguistica mediante semplici attività quotidiane; attivare in modo mirato e strategico i repertori plurilingui degli alunni e delle alunne per sostenere la comprensione e l’apprendimento dei contenuti disciplinari.
Per dare concretezza a questi principi, gli studenti e le studentesse hanno lavorato con materiali e unità di apprendimento realizzati nell’ambito del progetto “A lezione con più lingue 2.0″ (SMS 2.0), conclusosi lo scorso dicembre (2025). Attraverso attività di tipo laboratoriale, i e le partecipanti hanno lavorato in piccoli gruppi per ideare, progettare e commentare attività didattiche che possano favorire un apprendimento di tipo esperienziale e acquisendo strumenti per sviluppare proposte didattiche coerenti con una didattica plurilingue inclusiva.
Promuovere una didattica plurilingue inclusiva significa, in definitiva, riconoscere il valore di tutte le lingue – e di tutti i dialetti – presenti in classe e nella realtà che ci circonda, e trasformarlo in una leva per un apprendimento più equo, efficace e orientato al futuro.
